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sabato, gennaio 31, 2009
Riflettendo...
La Riflessione
Pensando di stringere la radice,
stai solo reggendo un ramo, uno stelo.
Perché non lasci che la tua mano ritorni ad essere una mano,
vuota, come la radice che cerchi?
Peter Levitt
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Stringere, trattenere,
dando consistenza all'inconsistente,
restando invischiati
in una visione erronea,
é non permettere a se stessi
di accogliere la realtà
esattamente come essa é.
Lascia scivolare tutte le aspettative,
lascia andare le illusioni
e calca il passo verso la chiarezza.
Poetyca
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L'esempio
Il miglior modo di insegnare
è vivere dando l’esempio.
Il Buddha non insegnò molto con le parole,
ma principalmente con il suo modo di vivere.
Des Boo-Ngoh
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Coerente è colui
che vive manifestando:
che sa dare alla pratica
il senso di quello che afferma,
che lascia un solco profondo
tra il detto e il non detto,
offrendo esempio vivo
con i fiori colorati
della sua esperienza.
Poetyca
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31.01.2009 Poetyca
Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it
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domenica, gennaio 25, 2009
Riflettendo...
La Riflessione
Create l’intenzione di fare attenzione.
Invece di sognare ad occhi aperti o di rincorrere i vostri pensieri,
concentrate la mente sul compito del momento.
Insegnante di Dharma
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Portare attenzione all'adesso
è non rincorrere il passato,
è non attendere un futuro che non conosciamo
ma partecipare attimo per attimo
al miglior modo di essere presenza mentale.
Qui ed ora è opportunità,
fare attenzione è il seme,
essere in armonia il frutto.
Poetyca
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L'insegnamento
Non fuggirò la sofferenza
I momenti in cui soffrite possono essere quelli in cui siete più aperti
e là dove siete più vulnerabili può essere dove si trova la vostra maggior forza.
Dite a voi stessi:
“Non fuggirò da questa sofferenza. Voglio usarla nel modo migliore e più profondo
per diventare più compassionevole ed essere maggiormente di aiuto agli altri.”
La sofferenza, dopo tutto, può insegnarci la compassione.
Se soffrite, saprete anche come si sentono gli altri quando soffrono.
E, se saprete come aiutare gli altri, sarà perché avrete imparato
la comprensione e la compassione attraverso la vostra stessa sofferenza.
Sogyal Rinpoche
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Nella sofferenza - tu non stringere il pugno,
tu non barricare la mente nel tuo orgoglio
ma tu sii aperto e capace di lasciare andare
ogni causa ed ogni dolore.
Apri la mano e la mente/cuore
per abbracciare in profondità
la tua capacità di comprendere e provare compassione
per te stesso e per chi soffre intorno a te.
La sofferenza trova legame in chi
riceve sofferenza e in chi la produce in altri,
poichè nessuno è separato e noi possiamo abbracciare
la nostra e l'altrui sofferenza con cuore aperto
e gentilezza amorevole per far cadere ogni attaccamento e timore.
Poetyca
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25.01.2009 Poetyca
Testi tratti da: http://www.bodhidharma.it
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domenica, gennaio 18, 2009
Riflettendo...
La Riflessione
Non c’è un sé.
Per cui, chi ha orgoglio di sé,
ha un falso orgoglio.
Maestro di Dharma Des Boo-ngoh
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Tutto muta ed è impermanente,
cosa si potrebbe trattenere
se non la falsa illusione
di essere qualcosa che non si è?
Solo la paura di vedere fuggire
le sicurezze ci fa costruire
false immagini di sè.
Ma quanta fatica
e che spreco di energie,
nell'accantonare tutto quello
che presto sarà perduto.
Solo l'ego ha questa
assurda pretesa di conservare
oltre ogni misura se stesso.
Poetyca
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L'insegnamento
Trasformazioni salutari
Nel Patthana Pali è detto:
“Akusalo dhamma kusalassa dhammassa upanissaya paccayena paccayo
anche i fattori mentali non salutari possono, tuttavia, supportare la formazione di fattori mentali salutari.”
Perciò, anche piccoli fattori di attaccamento mentale, possono essere trasformati in stati mentali positivi.
Da questo punto di vista, gli insegnanti e i monaci dovrebbero insegnare il Dharma
con sincerità e buona volontà per favorire simili trasformazioni.
E, da parte loro, i discepoli e i devoti dovrebbero praticare correttamente cosa viene loro insegnato,
in modo da da poterne trarre benefici risultati.
Ashin Janakabhivamsa
Selangor Buddhist Vipassana Society
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Nella salita verso la vetta della montagna
è importante trovare appiglio per non cadere,
ma non si può conservare sempre la stessa posizione
e presto si deve mollare la presa, si deve cercare
un appiglio successivo, che ci aiuti a proseguire
nulla va mantenuta a lungo,
ogni cosa deve subire una trasformazione
che ci consenta di arrivare alla meta.
Ma non è l'appiglio a farci andare avanti,
siamo noi stessi con la nostra volontà.
In questo modo dobbiamo comprendere
quale atteggiamento sia il migliore,
capace di sostenere il nostro peso
e la nostra necessità di autoconservarci.
Nello stesso modo è importante
che le esperienze di aiutino a trovare
la giusta soluzione alle situazioni,
per mettere in pratica la nostra capacità
di usare strumenti che pensavamo di non avere.
Poetyca
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18.01.2009 Poetyca
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domenica, gennaio 11, 2009
Riflettendo....
La Riflessione
Lavandomi le mani
L’acqua scorre su queste mani.
Che io possa usarle abilmente
per preservare il nostro prezioso pianeta.
Gatha del Maestro Thich Nhat Hanh
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Consapevole è il gesto
di chi cerca purezza,
per essere armonia e saggezza
in ogni sua azione:
pulizia profonda di mente e cuore,
per dare alimento alla retta azione.
Poetyca
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L'insegnamento
Compassione e pietà
La compassione è molto più profonda e nobile della pietà.
La pietà ha le sue radici nella paura e porta in sé un senso di arroganza e condiscendenza,
alle volte anche una compiaciuta sensazione del tipo: “Meno male che non è capitato a me”.
Come disse Stephen Levine:
“Quando la tua paura tocca il dolore di qualcuno, diventa pietà;
quando è il tuo amore a toccare il dolore di qualcuno, diventa compassione”.
Praticare la compassione significa essere consapevoli che tutti gli esseri sono uguali e soffrono nello stesso modo,
onorare tutti coloro che soffrono e sapere che non siamo né separati da alcuno, né superiori ad alcuno.
Sogyal Rinpoche
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Accompagnare con la nostra sofferenza chi soffre
è alleggerirne il peso, è comprendere e condividere
con la presenza del cuore il momento difficile.
Compassione è tendere una mano con la stessa passione ( sentimento).
La pietà è di chi spera di colmare un proprio disagio,
offre attenzione senza reale sentimento ma placa soltanto la mente.
Tenta di allontanare da sè una eventuale disgrazia futura
attraverso una atteggiamento di solidale presenza, ma dettato
solo da un atto formale.
Nessun essere è separato e la sofferenza che tocca la vita di qualcuno
è sottilmente collegata a noi stessi, le lacrime dunque sono uguali per tutti.
Poetyca
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11.01.2009 Poetyca
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lunedì, gennaio 05, 2009
Riflettendo...
La Riflessione
Mangiare con empatia
Quando mangiate in abbondanza
e godete della buona compagnia,
pensate anche a coloro
che non hanno cibo sufficiente
e che sono soli.
Inviate loro amore
a condividete con loro la vostra gioia
nella vostra mente-cuore.
Des Boo-Ngoh
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Condividere è offrire quel che possiamo,
è dividere con altri quanto ci porti gioia,
quanto ci possa nutrire e dare sostegno.
Non sempre possiamo materialmente offrire
quello che abbiamo, ma il sentimento di benessere,
il beneficio che traiamo è quanto si possa donare:
in un gesto consapevole che corrisponde anche
al riconoscimento della bellezza e alla gratitudine
per quello che noi abbiamo accolto.
POrtare ad altri sentimenti di amorevolezza e compassione,
inviandoli dalla nostra essenza profonda
è portare beneficio a coloro
che non hanno il nostro stesso momento di benessere.
Poetyca
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L'insegnamento
Venti minuti
Spesso la gente mi chiede:
“Quanto a lungo devo meditare? E quando?
Devo praticare venti minuti al mattino e venti minuti alla sera,
o è meglio fare ripetute sedute brevi durante il giorno?”
Si, è buono meditare venti minuti,
anche se non è che venti minuti siano un limite.
Non ho trovato alcun riferimento nelle scritture su “venti minuti”;
credo che sia un’idea sorta in Occidente,
personalmente la chiamo: Tempo Standard Occidentale.
Il punto non è quanto a lungo meditate;
il punto è se la pratica vi porta realmente ad un certo stato di consapevolezza e presenza mentale,
dove siate un po’ più aperti ed in grado di connettervi con il cuore della vostra essenza.
E cinque minuti di pratica seduta consapevole e risvegliata,
ha un valore ben più importante di venti minuti di sonnolenza!
Sogyal Rinpoche
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Il valore di ogni cosa
non si attribuisce dalle apparenze:
intensa è la comprensione di noi stessi
se applicandoci non lasciamo aperta la porta
alla distrazione, per questo non ha valore la misura
del nostro essere presenti nel tempo
se esso va sprecato inutilmente.
Il vero attributo è nella retta attenzione
che fa aprire la corolla del fiore del nostro cuore.
Anche poco tempo, se rettamente speso è sufficiente
a portare consapevolezza ed attenzione al nostro interno,
per poi essere presenti a se stessi e manifestare
il retto frutto del nostro lavoro da persone sveglie e mature.
Poetyca
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05.01.2009 Poetyca
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