Non sono, sembro soltanto
e vivo a rilento, e affranto,
il divenuto e ciò ch'è da venire
come della sera all'imbrunire
il colore rossastro delle nubi,
che sembra tutto turbi
e confonde il cielo terso,
d'ogni speranza avverso,
per sciogliere l'arcano
che ogni tentativo è vano
se spinge a ricercare il vero
dove non semina il sincero,
così che chi si crede giusto
nel misero cervello angusto
ripone la pazienza ed il rispetto
ma sfoggia lustrini sopra il petto.
E attraversando il bosco
pregando un dio che non conosco,
se vedo in cielo quel colore
spero che domani sia migliore.
02 Febbraio 2007